Skip to main content
CLAUDIO PEA
MORS TUA VITA PEA

L’Atalanta in Conference: non ne voglio nemmeno parlare…

20 Agosto 2026

Non pensavo di dovervi dire proprio tutto. Persino spiegarvi il titolo dell’articolo di ieri che nella foto mostra giusto John Elkann, che in veneziano più semplicemente xè El Kann, seduto in panchina gomito a gomito, culo e camicia, con il suo allenatore, ed “è stupito da Spalletti al quale avanza ancora di ridere”. Durante la penosa partitella che è durata per fortuna solo 45 minuti. Tra la prima squadretta o squadraccia – decidete voi – bianconera, capitanata dal suo fedelissimo Manuel Locatelli, al quale però nessuno crederà mai quando giura d’aver rinunciato ad andare a giocare nell’Arsenal, finalista di Champions League, e l’irresistibile Juventus Next Generation di Massimo Brambilla da Vimercate che dopodomani esordirà nell’attesissimo derby della prima giornata di campionato nazionale di serie C, girone A, contro il Novara. Al Silvio Piola. Il quale ha una capienza omologata di 17.875 posti a sedere, ma che sabato potrà ospitare soltanto cinquemila spettatori. Affrettatevi dunque ad acquistare i biglietti che pure in curva chissà quanto costeranno e andranno senz’altro a ruba domani. E non esagero.

In merito a quel che diffusamente vi ho raccontato ieri, magari un’altra volta illuminerò i miei due nipoti su chi fosse stato Silvio Piola (1913-1996) per la nostra nazionale a cavallo della seconda guerra mondiale: un fantastico bomber, il terzo miglior marcatore azzurro con 30 reti dietro a Gigi Riva (35) e Giuseppe Meazza (33). Altrimenti arriveremmo alle calende greche. Perché dovrei anche magari rivelare a Dodo e Rocco cosa volesse dire, secondo Gaio Tranquillo Svetonio, l’imperatore Cesare Augusto (27 a.C.-14 d.C.) quando si lamentava che i suoi debitori “avrebbero pagato il conto alle calende greche”. Non finirei più e, invece, stasera non voglio fare la mezzanotte (e pure oltre) come ieri, per almeno un sola buona ragione. Giovanni, il mio pazientissimo blogger, non voglio che mi mandi a remengo o in mona: faccia lui. Già mi ha assicurato che stasera non uscirà di casa temendo che si scatenasse un temporale pazzesco annunciato in giornata da tutti i meteo del Veneto che hanno imparato da Luca Zaia a dire le bugie più lunghe del loro naso e non vergognarsene. Però ugualmente non lo voglio mandare a letto troppo tardi visto che la televisione, come sempre, non propone mai niente di speciale in seconda serata durante tutta l’estate. A parte l’ennesima replica su Raiuno di chissà quale stagione di Doc – Nelle tue mani  con Luca Argentero e Matilde Gioli. Che per la verità mi piacciono entrambi. Più lei di lui: patti chiari e amicizia lunga. Ne ho chiesto a Giovanni se ha Dazn. Perché, se sì, potrebbe intanto anche  seguire l’amichevole di grido, Serbia contro Francia, come farò più tardi io in differita: Nikola Doncic di Denver da una parte e Victor Wembanyama di San Antonio dall’altra. E già mi sale l’acquolina in bocca.

Forza allora: datti una mossa. Sarò più veloce della luce. Lo credete possibile? Io no per primo. Or dunque, dove eravamo rimasti? A El Kann che si stupisce del suo Spalletti che se la ride di gusto nonostante la Juve che gli ha dato in pasto sia peggio di una minestra di verze riscaldata già più volte dalla notte delle stelle cadenti del 10 di agosto (San Lorenzo). Il buon Luciano, certo, buono come il pane, o volete farlo anche cattivo?, non avrebbe infatti mai pensato di restare a Torino ancora per un bel po’ di tempo. Dal momento che il padrone della barca bianca e nera a strisce, che fa acqua da tutte le parti, sia a poppa che a prua, avrebbe potuto tranquillamente stracciargli in faccia il contratto e dargli un calcio sul sedere rimandandolo al suo paese, che è Certaldo tra gli ulivi ed i vigneti, senza sganciare nemmeno mezzo centesimo di penale.

 Difatti gli accordi tra le parti prevedevano che, se Spalletti non avesse conquistato almeno uno dei quattro posti disponibili in Champions League, avrebbe dovuto fare in fretta e furia le valigie senza pretendere che il cugino d’Andrea Agnelli, con il quale mi pare che abbia gli stessi rapporti che ci sono tra i fratelli William e Harry, principi d’Inghilterra, ovvero inesistenti, gli pagasse almeno il biglietto in seconda classe di un qualsiasi treno di sola andata per Firenze. E invece eccolo ancora lì, felice come una Pasqua, con il suo bel rinnovo d’altri due anni più uno, e perché non quattro?, il nostro mister, come lo chiama Fabio Miretti, non più giovanissimo, tornato alla casa madre dopo una stagione indimenticabile al Genoa. Di cui nemmeno lui ne vuole più sentir parlare. Mentre il Como di Cesc Fabregas, che non mi pare un fenomeno come dicono Lele Adani e mio nonno in carriola, giocherà la Champions. Robe da matti, al posto della Juventus. E la Juventus dopo oltre tre lustri tornerà a disputare l’Europa Cup. O almeno così mi pare che si chiami quella coppa. Ringraziando che la Conference sia almeno finita all’Atalanta di Maurizio Sarri, il mio caro Benzinaio sempre con la cicca in bocca e tanti soldini in cassaforte, che proprio or ora sta affrontando nella gara d’andata dei playoff l’Hapoel di Tel Aviv. Di cui magari adesso vorreste anche sapere il risultato parziale. Ma per chi mi avete preso? Sono diventato bravo e docile, ma non sino al punto da seguire le sorti dei poveri bergamaschi solo per farvi un simile favore. Non mi potere mica chiedere anche questo.

  Semmai buonanotte a tutti. In primis a Giovanni. Che solo lui può capire quanto sia stato rapido e svelto stasera nello scrivere il pezzo dopo cena con ancora i tortellini di carne alla panna che mi rotolano sullo stomaco. E, già che ci sono, anche buongiorno a tutti i miei aficionados con l’elefante in moto e i WhatsApp che Icio Brera, vi ricordate?, mi ha stamattina rimandato dopo che ieri per sbaglio li avevo cestinati. E che oggi ho postato di nuovo per voi. Con in omaggio anche l’aforisma che ieri Rocco mi ha regalato: “L’uva passa, ma non saluta mai”. Assolutamente non male. Sono sicuro che piacerà anche a Francesco, il re dei Sarti, Poeti e Navigatori nel Bel Paese delle rasoiate satiriche che solo gli stupidi non riescono a digerire. A domani.

Condividi questo articolo:

SATIRICON
DAL ROMANZO DI PETRONIO ARBITRO

www.claudiopea.it
tratta prevalentemente di pallacanestro e tendenzialmente in forma satirica, ragion per cui negli articoli compaiono espressioni, commenti, giudizi volutamente erronei, irreali, paradossali, sarcastici e farseschi: banalmente ironici.

Ultimi articoli

© 2026 CLAUDIO PEA. Tutti i diritti riservati.