
Principessa Bodie li caccia o no do schei per salvare il Venezia?
Cosa vi avevo detto? Non era difficile indovinarlo: bastava solo conoscere i propri polli che s’accontentano di tre fregole di pane per essere sazi. Ovvero i due gol, quasi casuali, di Akor Adams, il primo rimpallato e il secondo clamorosamente deviato, più un assist per l’intronato Yeboah che altro non ha fatto per tutta la partita oltre a scartare se stesso e immiserirsi. Nel calcio conta solo questo: vincere di una o anche mezza incollatura. Come sostiene divertito Acciuga Allegri, che ama i cavalli e la roulette più delle donne, abbandonate il giorno prima delle nozze. Ma solamente per contraddire tipi come Adani o gli adoni, bestie cioè che si compiacciono delle monate che stanno raccontando. In verità pure lui, se avesse visto a ferragosto la vergognosa difesa del Venezia imbarcar acqua a poppa e a prua e ballare contro l’unico attaccante dei canarini modenesi, avrebbe detto alla milanese “dura minga”, non può durare, come il magnifico Ernesto Calindri nel celebre carosello dei primi anni sessanta che reclamizzava la China Martini famosa sin dai tempi dei garibaldini.
Lo ha scritto per la verità anche il caro Ba-Bampa sul Gazzettino che, come vi avevo anticipato da mesi, avrà da settembre un nuovo direttore, Osvaldo De Paolini, che viene dal Giornale di Berlusconi che non ho mai comprato in via mia e quindi non so dirvi se sarà più bravo di Fausto Papetti, ma non ci vorrà molto, e se sia pure lui un cripto-neo-fascista come Maurissio Belpietro o Littorio Feltri, ma è quasi scontato. Anzi, scontatissimo. No, non mi sono anche stavolta perso in chiacchiere. So assai bene quello che stavo raccontandovi e dove voglio arrivare con il discorso, ma mi piace sempre sottolineare i miei frequenti scoop per i quali sono diventato famoso nel mondo. Vedi la vicenda romanzata di Rossi e Cabrini ai Mondiali di Spagna dell’ochenta y dos. Quando l’odioso Belpietro ancora giocava coi soldatini di piombo e faceva la guerra ai partigiani che perdevano sempre. Come il Venezia se affronterà il Lecce di Eusebio Di Vincenzo domenica nella prima di campionato con gli stessi difensori ch ee hanno – non dico – penato, ma proprio fatto pena sabato in Coppa Italia. E cioè i neoacquisti da due soldi, Bella-Kotchap e Halhal, che rispedirei subito volentieri al mittente, il Verona e il Mechelen, in provincia di Campagnalupia, oltre al povero Schingtienn che si guardava intorno spaesato cercando invano Svoboda che se n’è da tempo scappato al Brighton. Pensa un po’?
Per la verità anche il buon Ba-Bampa ha nel sommario di un suo articolo d’oggi ammesso balbettando che la difesa del Venezia ha ballato il liscio, ma poi ha dato 5½ a Schingtienne e Bella-Kotchap e 5 a Halhal contro i mie 4 e al massimo 4½. E allora ho capito che pure lui si è innamorato di Francesca Bodie, la principessa americana di Como, che ha i gransi in scarsea, i granchi in tasca, diversamente dalla generosità che le avevano attributo in laguna. La quale non ha invece ancora scucito un centesimo grazie a Pippo Antonelli che ha comprato (male) quanto ha venduto (peggio). A parte forse Basic, in prestito senza riscatto dalla Lazio, che sabato non ha giocato per assistere la moglie nel parto. E Adams, sfacciatamente fortunato quanto probabilmente bravo. Lo spero. Intanto il nigeriano ha promesso: “Ci divertiremo”. Come no? O si divertiranno più ancora gli attaccanti avversari se il diesse non acquisterà in fretta e furia un paio di difensori di prima scelta, e non al mercato degli scarti, e se Giovannino soprattutto cambierà finalmente il sistema di difesa a tre e a uomo di semplice lettura in serie A.
Adesso però corro anch’io al mercato della buona frutta e verdura altrimenti chiudono e non saprei cosa mettere a mezzogiorno sotto i denti. Però sono contento d’aver finalmente realizzato il mio sogno che è quello di scrivere di primo mattino con il fresco. E oggi addirittura piovigginava. Leggendo i quotidiani assieme a voi e ironizzando su quel che i quotidiani non scrivono per paura d’essere chiusi dal regime di Stato. Peccato che oggi non potessi sfogliare da impertinente i quattro quotidiani che prendo ogni giorno in quanto sarei subito venuto a sapere quel che invece non volevo conoscere. Ovvero quel che è successo nel nuoto e nell’atletica nell’ultimo giorno degli Europei di Parigi e di Birmingham. Che mi piacerebbe tanto gustarmi in televisione nel pomeriggio senza essere a conoscenza dei risultati.
Quindi niente Gazzetta e niente Repubblica con i loro richiami di sport in prima pagina. In più oggi, come tutti i lunedì, niente inserto del Veneto sul Corriere. Insomma non mi rimaneva che il Gazzettino. Al quale anche volentieri rinuncerei se la mia Tigre non minacciasse di graffiarmi e se, sotto sotto, il giornale del Papetti anche non mi divertisse da matti. Poi magari a settembre con l’avvento di De Polletti, pardon, di De Pallini, o, meglio, di De Paolini, vedrò il da farsi. Intanto ho la garanzia che il mio Fausto resterà come direttore editoriale del gruppo Caltagirone che mi fa più ridere di quello d’Urbano Cairo. E comunque anche solo l’inserto di Venezia-Mestre mi dà un mare di spunti spiritosi solo sui neroverdi. “Calcio serie A: Uragano Adams”. “Stroppa: Promossi carattere e risultato”. D’accordo, ma vogliamo parlare per favore anche della difesa tragicomica? “Festa per le calli e sugli spalti, già più di 9.000 tifosi al Penzo”. Novemila pazzi da legare. Tra i quale pure il vostro scriba. Che però, superato il momento d’euforia per la conquista del terzo turno di Coppa Italia pur giocando addirittura peggio della Juventus del noioso Spalletti, la qual cosa ritenevo impossibile sino a ferragosto nel football di casa nostra, è tornato coi piedi per terra e sta già pensando di rivendere sotto prezzo l’abbonamento di tribuna laterale di Sant’Elena appena acquistato per circa 700 euro. E’ proprio vero che son un matto assolutamente da legare.
A domani. Con un’altra puntata della rubrica “ieri, oggi e domani” di satira e varia umanità che spero ancora di sfornare prima che vi sediate a tavola per il pranzo. Se vi garba. Altrimenti scrivo il libro promesso da lustri e mai iniziato. E’ una minaccia? Per qualcuno di mia conoscenza è poco ma sicuro. Però almeno farei contenti i miei gemelli d’oro e i miei tre nipoti.