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CLAUDIO PEA
MORS TUA VITA PEA

Acciuga Allegri non ha più fame e Pinocchio Nicola sin troppa

18 Ottobre 2026

“Come va?”. La spacco. “Bravo!”. Grazie, lo so, ma mi piace che qualche volta qualcuno anche me lo ricordi. “Vai a Treviso nel pomeriggio a vedere la Nutribullet contro Udine?”. No. E mi spiace. Perché mi sarebbe soprattutto piaciuto capire com’è il playmaker Jeremy Senglin che Giovanni Favaro e Federico Pasquini hanno preso per sostituire il povero Chico Carter che stava disputando un campionato stupendo. Ma purtroppo ho a guancia sinistra della Jaguar sfasciata (vedi foto, ndr). “Hai avuto un incidente?”. Peggio: ho rischiato d’essere aggredito. “Da chi?”. Da un energumeno giovane, grande e grosso che è sceso dal suo camion, mi minacciava con una mano in tasca e puntava diritto verso di me. “Ma tu cosa gli avevi fatto?”. Niente. Avevo solo suonato due o tre volte furiosamente il clacson perché il suo camion in retromarcia, su una strada a senso unico, stava venendomi di brutto addosso. E magari, dico la verità, gli ho anche gridato “prepotente di un fascista che non sei altro”. Però, siccome avevo anche il finestrino della Jaguar abbassato, ho tentato la precipitosa fuga, ma per evitarlo ho centrato il fianco di una macchina in parcheggio di sosta. “E quindi?”. Non ne voglio più parlare. Pagherò il danno al mio carrozziere di fiducia e intanto farò causa a quel tizio che mi ha pure urlato: Ben te sta. “E tu?” L’ho solo informato che ho dieci avvocati in famiglia. I quali – spero – gli porteranno via la camicia. Che aveva sporca. Con parecchie macchie d’unto.

“Campa cavallo che l’erba cresce”. Lasciamola pur crescere: tanto almeno cinque o sei anni, a Dio piacendo, penso di riuscire bene o male ancora a svangarli. “Ma i caramba cosa hanno detto?”. Buoni, quelli. Non hanno nemmeno multato l’autista del camion che aveva commesso dalle tre alle quattro gravi infrazioni. “Ma era armato?” E chi lo può dire? Non l’hanno nemmeno perquisito. Però adesso basta. Te l’ho già detto: non voglio rovinarmi il fegato. Che è l’unico dei miei organi che non ha ancora subito danni. “Hai ragione. In verità ti avevo chiamato per chiederti se eri stato ieri a Sant’Elena e se oggi avresti scritto qualcosa a tal proposito”. Ho preso il battello a San Giuliano, la punta di Mestre sulla laguna, e abbiamo raggiunto il Penzo dopo un giro della madonna. Costeggiando il faro di Burano e quasi il Lido di Venezia. Oggi comunque non scrivo su questo blog nemmeno se mi sganci  un milione. “E per due?”. Ci posso anche pensare. “Dimmi almeno qualcosa del tuo Acciuga”. Non ha più fame. “E quindi?”. Se perde sabato anche con la Roma, De Lamentiis lo caccia di sicuro. “Forse ti dimentichi che Allegri ha un contatto molto lungo e di svariati milioni (cinque a stagione)”. E’ vero ma, se sta fermo tre anni, chi vuoi che poi lo prenda ad allenare? E come potrà ugualmente tenere in piedi la sua preziosa scuderia? “Il Venezia della bella Francesca”. Ma cosa  t’inventi? Lo sa il mondo intero che ha i granchi in scarsea (tasca) e che è venuta in laguna soltanto per curare i propri interessi nel nuovo stadio a un paio di chilometri, anche forse tre, dall’aeroporto Marco Polo. Che però sarà irraggiungibile in macchina soprattutto nei weekend di primavera quando la gente andrà al mare di Jesolo Lido e già adesso le code in quel tratto d’autostrada variano dall’una alle due ore senza la partita di calcio o di basket programmata”.

“E’ davvero un brutto pasticcio”. Tutto il Bosco dello sport lo è e sempre lo sarà. Non tanto per i costi. Pari comunque a 350 milioni tutti in carico al Comune di Venezia solo per la costruzione del palasport che è stato dato in affitto a Luigi Brugnaro dalla sua ex stessa giunta per 40 anni. Sì, avete letto bene: per quarant’anni e non mi è scappato uno zero. “E il centrosinistra cosa fa?”. Una sterile e ridicola opposizione. Quando non si gratta la pancia e sbuffa. “Lo so, ma cos’è che non va ancora nella nuova impiantistica di Tessera?”. Per esempio la capienza dello stadio che è limitata a 18.500 posti non estendibili, checché ne dica Andrea Tomaello, vice sindaco e assessore allo sport che non sa neanche cosa sia il rugby. Diciottomila e rotti spettatori non sarebbero in verità nemmeno pochi soprattutto se la squadra neroverde dovesse riprecipitare in serie B. La qual cosa era data per scontata prima che arrivasse Davide Nicola al posto di Giovannino Stroppa. Mentre ora, dopo la vittoria per sbaglio sul peggior Napoli di questo secolo, con Lucca il ghiacciolo al posto di Higuain e i nanerottoli Gilmour e Lobotka a centrocampo, non è da escludere che il Venezia vada in Europa come sostengono da tempo e di nuovo stamattina i quotidiani locali.

“Dunque hai ripreso a leggere i giornali?”. No. E’ da lunedì che manco li apro perché per tutta la settimana non ho acceso una sola volta i riflettori in televisione su nessuna delle partite di calcio e di basket non volendo, come sai, conoscere i risultati dei match prima di guardarli. E così, tanto per capirci, non so cosa ha fatto – mi ripeto – la Juventus domenica a Cagliari e men che meno giovedì in Europa League. O la Reyer in casa con la Virtus e mercoledì in EuroCup. “Poco male: non ti sei perso niente”. Ecco, hai già fatto un’affermazione di troppo. E quindi, se te ne scappa un’altra del genere, ti sbatto giù il cellulare e ti cancello da oggi sino al 2066. Quando Napoleone Brugnaro a 105 anni avrà ancora in affitto il palazzetto del Bosco dello sport e io sarò più. su questa terra. Però, dopo aver stabilito il nuovo record del mondo dell’imbecillità e delle fisime, non mi è lo stesso difficile immaginare oggi i titoli trionfalistici del Gazzettino: “Ora che è sbarcato Nicola, la lotta salvezza è più viva che mai“. Come no? Con le trasferte dietro l’angolo di Genova e di Como e il facile impegno casalingo con l’Inter.

“Li faremo due punti prima del derby dei primi di novembre con l’Udinese?“. Davvero me lo auguro. Perché in fondo, se mi è andato di traverso il licenziamento di Giovannino, sono anche convinto che Pippo Antonelli, messo alla strette da BodieBuilding, non potesse fare miglior scelta di Davide o Nicola, fa lo stesso, come salvatore della patria. A patto però che l’ex tecnico della Cremonese, che come uomo mi piace parecchio, e come tecnico di squadre allo sbando pure, non dica più le bugie di Pinocchio: “Affronterò il Napoli con la stessa difesa a tre di Stroppa”. Come no? Neanche non lo conoscessi da una vita. Difatti il Venezia ha difeso per un tempo a cinque: da destra a sinistra Hainaut, Halhal, Moreno (Schigtienne), Juan Jesus, Haps (Mazzocchi) e, dopo il gol al 49′ di Adams nel primo tiro in porta dei neroverdi, anche con altri quattro mastini nella gabbia davanti a Stankovic. Per il quale ho già aperto, nel ritorno in vaporetto da Sant’Elena, una sottoscrizione per costruirgli a Rialto un monumento in marmo per non dimenticare cosa ha parato domenica oltre al rigore sbagliato da De Bruyne, ma trattenuto con le mani stingendo il pallone al petto. E ora ti lascio. Buona domenica pomeriggio.

“Una cosa ancora: non mi hai finito il discorso sulla capienza del nuovo stadio che dovrebbe essere ultimato per l’inizio del prossimo campionato“.  Giusto. Stavo dicendoti che non, essendo ampliabile, i 18.500 posti a sedere, non uno in più, non saranno sufficienti ad ospitare eventualmente i Mondiali nel Bel Paese nel 2038. Nel quale finalmente i miei nipoti potrebbero vedere giocare l’Italia in qualità di nazionale ospitante. Ma dove? Al Friuli o al Bentegodi? Ma si può?. “Proprio no. Ma ora sappimi dire ancora soltanto quando scriverai la prossima palla nel cestino di cui sono sempre molto goloso?“. E chissà chi lo sa. Prima di venerdì prossimo non di sicuro. Dal momento che non m’alzerò dal sofà prima d’aver visto almeno tutti gli highlights delle partite che mi mancano ancora da seguire. Più le prossime di martedì (Pistons-Celtics, la prima di Nba) o mercoledì Hapoel Tel Aviv-Costa Crociere Bologna). Oltre a Napoli-Bodo e Como-Manchester-United di Champions. Poi giovedì Armani-Barcellona d’Eurolega, non so se mi spiego, e Juventus-Rennes di Europa League. Senza dimenticare un paio di pranzi e cene a cui non potrei rinunciare per nessuna ragione al mondo. Non c’è solo il basket o il folber nella vita. O mi sbaglio. C’è anche Doctors -Nelle tue mani. E non scherzo.

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SATIRICON
DAL ROMANZO DI PETRONIO ARBITRO

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tratta prevalentemente di pallacanestro e tendenzialmente in forma satirica, ragion per cui negli articoli compaiono espressioni, commenti, giudizi volutamente erronei, irreali, paradossali, sarcastici e farseschi: banalmente ironici.

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