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CLAUDIO PEA
MORS TUA VITA PEA

Figli e figliastri: applausi a Casarin, stangata alla Gemini

Ne avessi sbagliato uno. Che dico? Mezzo. Di pronostico nelle mia articolessa sul blog di sabato prima di volare al Palaverde e divertirmi, come neanche avrei potuto sognare, vedendo giocare la Nutribullet di Marcelo Nicola sottovalutato, forse perché non è paraculo come la maggior parte dei suoi illustri colleghi, e  Alberto Morea, il primo e unico bravo allenatore che ha avuto Rocco. Il quale mercoledì compirà quindici anni e non ne aveva ancora otto quando lo accompagnaiall’EuroCamp di Cesenatico del Pilla Pillastrini che non ha eguali nel Bel Paese. E non lo dico tanto per dire, ma perché, nella foto di gruppo d’allora, mio nipote, ricciolino come Amadeus Della Valle, è seduto tra DindonDan Peterson e Mattia Ferrari: non so se mi spiego. E un altro di buono era Riccardo Eliantonio, per tre stagioni coach d’Omegna in serie B, che ha vinto anche al Taliercio contro la Gemini proprio di Ferrari, poi promossa in A2 nello spareggio di Cento contro Montecatini in uno dei giorni più belli della mia vita.

Riccardo è attualmente a spasso. Forse perché non ha un bel carattere, come diceva John W Effe, pace all’anima sua, o forse perché piuttosto non le manda mai a dire ai padroni delle ferriere. Ad esempio a Napoleone Brugnaro. Però questo non lo penso io, lo ripeto e lo sottolineo, ma l’ha scritto l’Orso buono Eleni sull’Indiscreto. Schierandosi dalla parte di Olivetta Spahija, come del resto hanno fatto per la prima volta accalorandosi tutti i tifosi della Reyer che non ne possono evidentemente più del prepotente ex sindaco di Venezia. Dimenticandosi, gli irriconoscenti, che con lui, bene o male, hanno vinto comunque tre scudetti. Uno anche con l’Umana di Stefania, la sua intraprendente compagna di vita. Invitandolo a lasciar perdere con la palla nel cestino. Come Valerio Antonini. Ve lo ricordate? Un altro ex di stralusso. Del quale Giannino Petrucci ebbe da dire: “Averne di presidenti nel basket come quello di Trapani”. Che era seconda in classifica quando è stata esclusa dallo scorso campionato. E oggi è stata dimenticata dal mondo.

Come vedete, non è difficile perdersi se corri dietro a tutte le notizie che hai immagazzinato nel tempo. Che ora vado a completare ad una ad una. Così poi mi posso serenamente sbrodolare addosso finché voglio:

  1. Ora che la curva dei tifosi della capitale della Marca che sanno tutto loro, anche talvolta puzza, l’ha finalmente piantata di contestare la società del notaio Matteo Contento, col quale sono in debito di una (vecchia) intervista, e i giocatori che sono quelli che passa il buon convento. Dove un amore per la verità sono Alessandro Cappelletti da Assisi, compagno della mitica Myriam Sylla, e l’altro playmaker, DeWayne Russel da Filadelfia. Che è tornato molto volentieri, dopo un poker di campionati all’estero, in quel di Treviso. Dove è nata quattro anni fa pure sua figlia Indie. Stavo dicendo che, adesso che gli ultras non contestano più (o, meglio, assai meno) il Consorzio Universo Treviso di Tazio Mazzocato, le partite del Palaverde sono di nuovo una gran bella bolgia. Punita con 1.200 euro d’ammenda “per offese collettive e sporadiche dirette agli arbitri” che erano Valerio Grigioni, Mark Bartoli e Marco Vita, uno peggio dell’altro nonostante le due squadre avessero poca voglia di difendere con le unghie e coi denti. Soprattutto la Roma del bravo fornaretto da Castel Fiorentino, Alessandro Magro, che non sarà a breve sostituito da Sergio Scariolo come ipotizzato da qualcuno. Dal momento che l’ex cittì di Spagna e Real Madrid, a tempo perso special advisor for basketball strategy del club capitolino, ma quanto la fanno lunga questi americani figli del criminale di guerra Donald Trump, aspetta solo che salti qualche buona panchina in EuroLega e intanto gufa. E fa molto bene.
  2. Non sono uno di quei nonni fanatici che non si perdono un match dei loro nipoti nonostante siano torturati dalla sciatica e vanno al gabinetto ogni mezzora. Al massimo accompagno mio nipote all’allenamento a Marghera, dove è andato a giocare quest’anno dopo la parentesi al Leoncino del caro Eugenio Crotti, che non auguro a nessuno con quell’allenatore, di cui non so nemmeno il nome, che lo toglieva dal parquet se gli si slacciava per sbaglio una scarpa e non lo faceva più rientrare. Facendo perdere a Rocco la passione spaventosa che ha per la palla nel canestro e semmai spingendolo quest’estate di nuovo verso il football. Un allenatore che fa il fenomeno nelle giovanili non deve essere comunque un severo e intransigente maestro di prima elementare che ti bacchetta le dita se ti infili le dita nel naso o mangi in classe un cioccolatino, ma un fratello maggiore che t’aiuta ad amare sempre più lo sport che hai scelto di fare anche se non diventerai mai un Belinelli o anche solo una riserva in quarta, quinta serie. Mi dovevo sfogare e l’ho fatto. Con gusto.
  3. Perché mi piacerebbe dopo un paio d’anni tornare a vedere un mio nipote che gioca a basket senza arrabbiarmi con i suoi cani da guardia e scappare di corsa a casa per non prenderli per la coda e far fare a loro il giro del mondo.Si chiamava Comtec e penso sia stata da un anno sostituita da una Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professioniste. Come leggo da Pianeta Basket, il solo portale, scrupolosamente diretto da Umberto Desantis, che consulto e invito anche i miei aficionados a farlo. Altro che Scimmiottando. Quindi questa commissione, che non mi pare sia proprio il caso di chiamare con la ci maiuscola, e a cui fa capo pure la federbasket di Giannino Petrucci, ha permesso a Trapani d’iscriversi allo scorso campionato nonostante i milioni di debiti che aveva accumulato Valerio Antonini. E invece è stata solerte a penalizzare di due punti in classifica il Basket Mestre che ha versato ventiquattr’ore dopo la scadenza un modello F24 (!?!) da tremila euro. D’accordo le leggi son leggi. E vanno rispettate. Ma che non si possa nemmeno far ricorso, mi sembra un cinin eccessivo. O mi sbaglio. Mentre Federico Casarin, che ha impedito a Olivetta Spahija di riempire di botte Napoleone Brugnaro durante una fase di gioco di Reyer-Cantù, ha ricevuto solo applausi e manco una diffida dal giudice sportivo. Evviva. Per la serie: la legge non è uguale per tutti.
  4. Ultima voce del mio dissenso altrimenti faccio di nuovo notte fonda. Com’è possibile che Attiglione Caja sia senza squadra come Riccardo Eliantonio almeno in A2 e Sergio Scariolo in qualche angolo d’Europa? Per non parlare di Simone Pianigiani che non si mette nemmeno più in gioco, e fa benissimo, per progetti da due soldi campati in aria e senza un futuro credibile. Come è invece possibile che l’altra Roma sia stata data in mano a Matteo Cotelli, bravissimo ragazzo bresciano, ma ancora acerbo per gli alti livelli per cui ambisce una squadra pur fatta (sinora) coi piedi.

Se andate invece a leggere il pezzo che ho scritto sabato dal titolo indovinatissimo: “Mi gioco 10 euro su Cappelletti contro Mannion: faccio male?”. Direi di no, ma non mi avrebbe lo stesso cambiato la vita se avessi pure scommesso su J.P. Machura, 31 punti, nella foto all’interno, giocatore un po’ lunatico, ma mi dicono di grande intelligenza non solo cestistica e ci credo. Ho indovinato proprio tutto quello che avevo pronosticato: persino la conversazione a distanza tra Brugnaro e Spahija che è poi degenerata in cagnara per sfortuna solo verbale. Non mi sarebbe difatti dispiaciuto vedere anche un bell’incontro di boxe. E comunque ho molto peccato in vanità e difatti domenica, da bravo Narciso pentito, sono andato nella chiesetta a me tanto cara di San Girolamo, oltre la piazza della torre dell’orologio, e ho chiesto perdono al Signore.

La predica dell’intransigente Don Augusto, che mi garba parecchio, come dicono i miei amici di Siena, che non son pochi, mi è piaciuta soprattutto quando, spiegando il Vangelo secondo Matteo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: “In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio“. Ovviamente se si sono convertiti. I pubblicani? “Sì, quelli che si appropriano del tesoro pubblico. Come i ladri di questo governo“. L’avrei applaudito. Mentre, nel dopo Messa, avrei inseguito la donna che ha insultato quel povero nero con la maglietta ricucita dei Lakers che, fuori dalla chiesa, chiedeva l’elemosina augurandoti sorridente il buon giorno. “Vai a lavorare piuttosto”, gli ha urlato negandogli il soldino che aveva in tasca. Ipocrita e farisea.

Ve lo dico subito: di qui a lunedì prossimo non aspettatevi che scriva manco una riga. Ho troppe cose da fare e soprattutto da vedere. Non sfoglio infatti i giornali da una settimana se non la Repubblica, l’unico quotidiano che ieri parlava del rincaro delle bollette della luce che punirà nel quarto trimestre gli utenti più fragili di ben il 37,3 per cento. Checché ci racconti da Palazzo Chigi su Tele Meloni Uno il povero Francesco Marsano che non  riesco proprio a digerire. E così ora m’imbottisco d’Alka Seltzer mentre vi consiglio di leggere almeno Michele Serra, Francesco Merlo, Paolo Berizzi e Concetta De Gregorio, la mia di gran lunga preferita, tutti e quattro a pagina 12.

E adesso vi saluterei anche perché, se non vi dispiace, vorrei finalmente vedere la Virtus impegnata almeno nella quarta partita, e la terza d’EuroLega, disputata nell’ultima settimana. Altro che Spqr, ovvero sono pazzi questi romani, la seconda sigla della Bc Roma. Rappresentata sabato al Palaverde dal solo Valerio Bianchini, con me nella bella foto, però il migliore. Col quale ho scambiato quattro splendide chiacchiere che aggiornerò lunedì prossimo dopo la sfida al Pala Tiziano tra il suo club, di cui è presidente onorario, e la pure ricca Derthona. Sperando nel sold out. Se regaleranno seimila biglietti come per Maxima Roma–Napoli al PalaEur e i tifosi laziali non vorranno essere da meno dei giallorossi di Francesco Totti. Il quale a 50 anni improvvisamente s’è appassionato di basket. Per la serie, anche su Sky, “Il potere dei soldi“.

E chiudo con i pronostici della regular season: i miei contro quelli di un grande coach, a cui ho promesso di non fare il nome prima della trentesima e ultima giornata, il 9 maggio 2027, solo se vincerà lui, e la coppia dei più bravi giornalisti italiani della stessa testata, Federico Bettuzzi e Ubaldo Saini della Tribuna di Treviso. Il loro: 1. Milano, 2. Napoli, 3. Virtus, 4. Venezia, 5. Maxima Roma, 6. Tortona, 7. Varese, 8. Bc Roma, 9. Reggio Emilia, 10. Trento, 11. Treviso, 12. Udine, 13. Verona, 14. Cantù, 15. Trieste, 16. Scafati. E quello del grande allenatore: 1. Milano, 2. Virtus, 3. Venezia, 4. Napoli, 5. Tortona, 6. Varese, 7. pari merito le due romane, 9. Reggio Emilia, 10. Trento, 11. Treviso, 12. Verona, 13. Udine, 14. Cantù, 15 Scafati, 16. Trieste. Infine il mio umile pronostico: 1. Venezia, 2. Milano, 3. Virtus, 4. Napoli, 5. Maxima Roma, 6. Bc Roma, 7. Tortona, 8. Varese, 9. Trento, 10. Treviso, 11. Reggio Emilia, 12. Cantù, 13. Udine, 14. Trieste, 15. Verona, 16. Scafati. Il che non significa che poi l’Armani non vincerà lo scudetto. Anzi. Battendo nella finale dei playoff ancora la Reyer, sempre se Brugnaro sostituirà Olivetta prima della Befana, oppure la Napoli sostanziosa di Gelsomino Repesa.

Buona lettura, anche se un cinin lunga, ma avete tre o quattro giorni davanti. E buonanotte a tutti. Tranne ovviamente, come al solito, che a uno. Mentre Pierlo Marzorati mi ha già inviato la sua: “Tutti i sogni brillano. Alcuni di speranza. Alcuni di attesa. Alcuni di ricordi“.

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SATIRICON
DAL ROMANZO DI PETRONIO ARBITRO

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tratta prevalentemente di pallacanestro e tendenzialmente in forma satirica, ragion per cui negli articoli compaiono espressioni, commenti, giudizi volutamente erronei, irreali, paradossali, sarcastici e farseschi: banalmente ironici.

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