
MI gioco 10 euro su Cappelletti contro Mannion: faccio male?
Frank Vitucci ci è rimasto male quando ha letto che oggi dopo il tramonto del sole, che si tufferà in laguna dietro l’isola di San Giorgio alle 19 in punto e sarà – è inutile che gli lo dica – l’ottava meraviglia del mondo, scenderò i gradoni del Palaverde di Villorba per vedere l’esordio di Treviso in campionato e non potrò quindi essere contemporaneamente, o quasi, al Taliercio tra i campi di Campalto, per seguire la prima della sua Cantù contro la Reyer del caro Olivetta Spahija che, se non ricordo male, si scrive proprio così: con la i di idiota e j di Jannik Sinner dopo l’acca di “ma cosa hai capito?” detto confidenzialmente all’Anonimo veneziano del Gazzettino che di palla nel cestino per l’appunto non ha mai capito un’acca e men che meno un tubo. Mi spiace per Frank che ci teneva moltissimo che portassi fortuna alla sua squadra nell’impari sfida delle 20.
Ci avrei provato, non lo nego, ma il mio amico di Cannaregio dovrebbe saperlo da un pezzo che non andrò mai più a vedere l’Umana Venezia almeno sin quando il dispettoso Pesciolino Rosso, che Luigi Brugnaro ha vinto alle giostre di Crea, frazione di Spinea, dove è nato il 13 settembre di 65 anni, andrà a sedersi in panchina tra Olivetta, che per la verità segue sempre la partita in piedi mordendo il freno, e il tavolo dei giudici arbitri imbarazzati dal fatto che Federico Casarin, che di fatto – repetita iuvant – è il papabile sostituto di Giannino Petrucci alla presidenza della Federbasket, possa legittimamente accomodarsi là. Di sicuro Giannino non glielo vieterà mai e poi mai, e men che meno il presenzialista Maurizio Gherardini che potrebbe sempre presentare un legittimo ricorso della Lega.
Campa cavallo che l’erba cresce. Gherardini, che ha un sacco di paura della sua stessa ombra, si farebbe tagliare un dito, il mignolo o il medio?, ma anche il pollice e pure la mano destra o mancina, meglio la sinistra, piuttosto che contrariare un padre-padrone, che in questo caso è l’ex sindaco di Venezia–Mestre-e-Marghera. Mentre mi vado ancora chiedendo se stasera sarà in prima fila al Palaverde o al Taliercio. Conoscendolo da quando muoveva i primi passi a Forlì in A2 e non era ancora stato plagiato dalla Banda Osiris e da Andrea Bargnani, presenzialista qual è, sarà senz’altro a Villorba, anche perché l’avversario della Nutribullet sarà alle 19:30 il Bc Roma nato da una costola, profumatamente pagata, della Cremona di Aldo Vanoli.
Una società per ora fortissima. La squadra vedremo. Con degli advisory board – spero si scriva così, altrimenti chiedetelo a Ciccioblack Tranquillo che parla in inglese anche con la seconda moglie e i due gemelli – formidabili e di gran lusso: il Vate Bianchini, presidente onorario, e il suo vice allenatore illo tempore a Pesaro, Sergio Scariolo, special advisor for basketball strategy E da qualche giorno pure Bryan Colangelo e Chris Mullin, figure di prestigio dal basket a stelle e strisce, il primo come dirigente, il secondo soprattutto come giocatore del primo Dream Ream e due volte oro olimpico. In particolare Colangelo, membro della Naismith Memorial basketball Hall of Fame e vincitore di quattro premi Nba Executive of the Year, che è stato pappa e ciccia o, meglio, ciccia e pancia, con Gherardini che ai tempi dei Toronto Raptors quando lì accasò Bargnani come prima scelta e un ingaggio esagerato.
Della Benetton di Giorgio Buzzavo e di Treviso c’è molto nel club di Donnie Nelson, figlio di Don, principale azionista di maggioranza, che si avvale anche della straordinaria partecipazione di Luka Doncic. Quindi spero che nemmeno voi abbiate il minimo dubbio sulla presenza del Presenzialista stasera al Palaverde. Però non escluderei che poi farà anche un salto al Taliercio per non perdersi la prima della Reyer di Casarin contro l’Acqua San Bernardo. Dove potrebbe anche mandare Bargnani come rappresentate di una Lega della quale tuttavia bisognerebbe anche e soprattutto domandarsi: ma esiste ancora? Penso di no, ma voglio credere che riuscirà a sopravvivere almeno finché il segretario generale sarà Francesco Riccò, di cui ho una stima infinita e non esagero.
Devo ammettere che faccio sempre una gran confusione tra questa Roma e l’altra, che si chiama Maxima come la cloaca capitolina, che Paul Matiasic (Trieste) ha acquistato da Mauro Ferrari (Brescia), uno meglio dell’altro. La quale debutterà domani addirittura al Palaeur con già sette settori sold out del palazzo dello sport più grande della capitale e Francesco Totti superconsulente a 90.000 euro al mese. Contro la Napoli di Jasmin Repesa che non vorrei sbagliarmi, ma ha messo in piedi un ottimo team, nonostante Marco Spissu, che potrebbe anche fare lo sgambetto al meraviglioso Miro Bilan. Che, se avesse seguito Amadeus Della Valle a Varese, giuro, orfano come sono della Virtus alla meno peggio rabberciata con Davide Casarin factotum, ovvero “fasso tutto mi” che avrei quest’anno di nuovo fatto il tifo per il buon Toto Bulgheroni dimenticando la sua esagerata simpatia per quel prepotente di Luis Scola.
E qui chiudo in fretta e furia quei due o tre discorsi che aveva iniziato e non finito, e poi volo a Villorba con Rocco prima che arrivi in ritardo alla mia prima uscita 2026-27. Chi vuole a tutti i costi che Davide Casarin sieda dove non dovrebbe stare seduto, se non altro per pura decenza, è – fidatevi – Luigi Brugnaro. Il quale altrimenti a chi comunicherebbe i suoi suggerimenti tecnici, urlati e mimati, e non sempre campati in aria, al povero Spahija che non è sordo e nemmeno presbite, ma spesso e volentieri fa finta di non sentire e di non vedere? L’altra cosa che vorrei in fretta approfondire è il valore e la consistenza del BC Roma SPQR che è tutta da scoprire e incredibilmente ancora senza sponsor D’accordo, è una squadra molto trevisana con pure Davide Bonora vice allenatore del Fornaretto di Siena, Alessandro Magro, e Andrea Mezzanotte, ex pivot della Nutribullet e compagno della figlia dell’ex arcipresidente Paolo Vazzoler. C’è Davide Bonora playmaker sbandierato ai quattro venti assieme al francese Gerald Ayayi, l’ormai non più giovane girovago Strautins, Marko Simonovic e Giovanni Emerjuru.
Tutti bravissimi, ma se trovasse in tasca dieci euro, li punterei sulla squadra d’Alessandro Cappelletti da Assisi (nella foto, ndr) per il quale stravedo come per i suoi favolosi fratelli(ni) di Reggio Emilia in brodo. Per me l’anno scorso numero uno tra i giocatori che hanno fatto maggior progressi nella stagione. Prima a Trapani e poi a Treviso. Ma è stato eletto Davide Casarin, il più raccomandato che ci sia. Tanto che ieri sera anche Roberto Mancini, facendo anche lui un cinin di confusione, l’avrebbe portato molto volentieri con lui in panchina con la nazionale che ha affrontato il Belgio se non altro per accontentare e far felice un padre.
P.S.: il primo che al Palaverde mi rivela il risultato di Italia-Belgio di ieri sera giuro che lo strozzo e a calci sul sedere lo mando a vedere l’Umana a Campalto.