
I miei tre libri dell’estate: Poirot, Jordan e Baresi per primo
Non mi era mai capitato prima. E non mi succederà più. Almeno lo spero. Di piantare in asso un articolo senza aver parlato della foto che lo accompagnava e soprattutto senza fare il minimo accenno al titolo del pezzo. Me ne scuso, ma provate a capirmi: avevo già rinunciato per la prima volta dopo 77 anni alle mie vacanze estive per ragioni che non sto qui adesso a ripetervi quando la Giorgia, mia figlia, e Stefano, suo marito, uno degli uomini più pazienti della terra, mi hanno molto generosamente offerto il loro pianoterra nello splendido giardino a un tiro di schioppo, anche meno, dal green della buca 5 del golf club di Jesolo. Detto e fatto, se ne sono partiti all’alba assieme a Rocco per Porto Cervo. Noblesse oblige. Potevo rinunciare ad un’occasione del genere? Mai e poi mai. Soprattutto dopo che anche la Tigre si era mostrata straordinariamente entusiasta della proposta. Ho allora anticipato a stamattina l’installazione dell’antifurto in casa, così non vi fate venire strane idee per la testa.
I fratelli di Verisure, come li chiamo io, Giulio e Marco, sono stati gentilissimi e più veloci della luce. In modo tale che ho messo in fretta e furia un punto all’articolo sul caro Franco Baresi già lungo comunque due cartelle e mezzo. Ho buttato tre costumi da bagno e quattro magliette nella sacca. Ho raccolto i miei tre libri per le vacanze. Tra i quali quello del Piscinin che era l’ultimo rimasto negli scaffali dello sport della libreria in piazza. E, già che c’ero, ho allungato le mani anche sull’autobiografia di Michael Jordan che, se non ve l’ho già detto, forse sì, ho intervistato in esclusiva nel 1988 all’All Star Games di Boston prima di volare con l’Orso Eleni a Calgary, in Canada. Dove A.T., Alberto Tomba, l’extra terrestre, avrebbe vinto due medaglie d’oro in entrambi gli slalom. E di più, disubbidendo alla madre, a metà discesa si è pentito della frittata ormai fatta e ha provato ad evitare l’ennesima lavata di testa tirando stoltamente il freno a mano. E rinunciando così alla storica tripletta riuscita negli stessi Giochi invernali a tre campioni quali Toni Sailer, Jean Claude Killy e Franjo von Allmen, il rossocrociato che sulla Stelvio di Bormio lo scorso febbraio ha messo in riga tutti.
Ho un cinin divagato: lo ammetto e mi scuso di nuovo. Ma con il caldo che fa mi sono tuffato per qualche istante nella neve. Come quello che sta fresco se pensa che domani piova. Ho infilato in macchina l’inseparabile personal computer, oltre ad una montagna di giornali e riviste che non ho mai trovato il tempo di leggere. Ho attivato il nuovo allarme e siamo partiti alla volta di Jesolo Beach che era ormai quasi mezzogiorno di fuoco Dimenticandomi nella fretta di sapere se una delle innumerevoli reti dei figli di Silvio Berlusconi, uno meglio dell’altro, ha alla fin fine mandato in diretta i funerali di Franco Baresi. Sulla qual cosa non mi pare proprio il momento di polemizzare. Anche perché pare che la famiglia del Piscinin, la moglie Maura e il fratello Beppe, abbiano chiesto e ottenuto di non far entrare nessuna telecamera nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano. Ricordo solo che per la buonanima di Fabrizio Frizzi la televisione di Stato si chiuse in un rigoroso lutto per una settimana intera nel corso della quale l’attuale Tele Meloni non parlò d’altro sull’Uno e sul Due. E comunque in seconda serata mi vedrò lo speciale Baresi II sul Retequattro. C0sì spero di saperne qualcosa di più.
– continua 2, stasera o domattina –