
Non mi muovo dalla buca 5 di Jesolo: sono o non sono in ferie?
Sono già in vacanza. Come vi avevo anticipato lunedì scorso. E dal giardino della villetta di mia figlia vi spedisco questa foto del green della magnifica buca cinque, un par quattro parecchio a rischio di bogey, del golf club di Jesolo Lido. Che conosco come le mie tasche. Dal momento che ci ho giocato sopra, bene o male, almeno un centinaio di volte dopo che l’ho inaugurato ormai più di una ventina d’anni fa nel primo flight col campionissimo Costantino Rocca, una leggenda dei fairway di tutto il mondo, e con l’unico leghista per il quale nutro sempre una certa qual simpatia: Francesco Calzavara, l’ex sindaco di Jesolo e assessore nella giunta regionale di Luca Zaia. Che non posso invece vedere nemmeno dipinto sul muro della vecchia cascina tra i vigneti del suo prosecco dove i bambini andavano felici a rubar l’uva prima che i genitori, chissà mai perché, proibissero ai loro figli di frequentarli.
Sono partito dalla buca 5 come l’etica del golf a ragione vieterebbe. E dalla foto esclusiva che ho davanti ogni mattina non appena spalanco gli occhi e i davanzali di casa come una cartolina di pace e amore che non è più di questi tempi. Ma comunque non voglio rovinarmi i primi giorni delle mie ferie soltanto perché ieri sera la Reyer ha stracciato l’Armani e così la serie della finale tricolore va avanti con la quarta partita che si disputerà domani sera ancora al Taliercio e sarà ovviamente – la palice – diretta da Quarta, di nome Denis, l’arbitro torinese infilato ad hoc tra Michele Rossi e Lorenzo Baldini da Citofonare La Monica perché non esagerino con i fischi e soprattutto con i tecnici. Dopo che ieri sera Saverio Lanzarini ne ha sparati addirittura tre per tenere quieti animi sin troppo accesi e tempestosi come quelli dei soliti Leonardo Grazie Candi, Olivetta Spahija e Leandro Bolmaro. Che, ditemi quel che volete, è giocatore però d’altra categoria rispetto anche agli ottimi Jordan Parks e R.J Cole del secondo tempo e allo Shavon Shields che nel primo tempo avrebbe voluto e potuto risolvere la terza sfida in suo favore se solo tra Quinn Ellis e Niccolò Mannion, nessun canestro in due, manco per sbaglio, gli avessero offerto qualche assist in più e avessero perso qualche pallone in meno.
Non mi sto tirando indietro. Se la Reyer vincerà lo scudetto come sono adesso tutti convinti, soprattutto le tre ragazze di Sky che hanno tifato per gli oro-granata peggio dei miei nipoti Dodo e Rocco che sono nati a Mestre, comune di Venezia, l’ho promesso e lo farò, costi quel costi: mi chiuderò cioè nel convento dei carmelitani coi calzini di lana, altro che scalzi!, e ci resterò finché non avrò finito di scrivere il mio libro che avrà molto probabilmente lo stesso titolo del blog: Mors tua vita Pea. E per sottotitolo: Una per tutti. Con un capitolo interamente dedicato a Napoleone Brugnaro e ai suoi sottopancia, Federico Casarin e figli in primis. Però se ora pensate che rovini le mie vacanze al mare che non saranno più lunghe di dieci giorni, e già saranno momentaneamente interrotte venerdì dalla Pet che in prima mattinata dovrò sostenere al Giustinianeo di Padova, solamente perché la Reyer dagli alti e bassi spaventosi, e l’Olimpia sfaccendata di Peppe Pelato, pardon Poeta, sempre più spennacchiato in testa, devono ancora sistemare i fatti loro, vi siete sbagliati. E pure di grosso.
Già ho Internet che va e viene col telefonino che prende e non prende. Già considero la terza finale un match davvero eccezionale nel senso che fa parte dell’eccezione alle eccezioni alla regola. Con un 50 pari al termine del primo tempo tra due difese inesistenti che non hanno senso in una corsa per il titolo. Con i 36 punti da primato segnati nel terzo periodo da un Parks scatenato insieme persino a un Chris Horton positivissimo dopo una stagione indecente. E quindi accontentatevi di questa paginetta e mezza che vi ho comunque regalato anche se sono in ferie e adesso vado a cena a bordo piscina. Al termine della quale vi darò anche le pagelle di DisUmana–EA7 109-97. Se fate i bravi e non vi lamentate. Come la Tigre che mi sta dando fretta. Per una volta a ragione: siamo o non siamo a Jesolo in vacanza?
P.S. 1 dopo cena i miei voti imbarazzanti: REYER: Cole , Bowman, Parks, Wiltier, Tessitori, Wheatle, Horton, Candi, Valentine, De Nicolao. All.: Spahija . ARMANI: Ellis, Brooks, Shields, LeDay, Nebo, Guduric, Bolmaro, Diop, Ricci, Mannion, Flaccadori, Tonut. All.: Poeta. ARBITRI: Lanzarini 8, Lo Guzzo 6+, Perciavalle 6-. Se volete sapere invece come abbiamo cenato, la risposta è complessivamente 6 1/2. E 6, non di più, alla mia pizza marinara con le acciughe. Peccato che siamo stati divorati dalle zanzare.
P.S. 2 improvvisamente Geri De Rosa, contagiato forse da Giulia Cicchinè, tre lingue e due lauree sprecate, Laura Macchi, ex dell’Umana e lo si è ben capito, e Gaia Accoto, intertriste col tacco 12, le domande sempre assai più lunghe delle risposte, ha parlato di grande momento anche televisivo del nostro basket. Sarà allora il caso che Andrea Meneghin, numero 1 assoluto, bravo e buono, mai sopra le righe, sempre con la testa sulle spalle, lo informi che, quando a Sky va di stralusso, le partite di basket sono viste da 35 mila o al massimo 40 mila appassionati. Tra i quali il vostro scriba. Che è pure abbonato a LBA tv di Alessandro Mamoli con GasGas Trinchieri e Max Chef Menetti, che è pure fatta bene, ma che seguono ancora meno italiani. Mentre se l’Accoto, con una sola ti, vuole fare il filo a Davide Casarin, sappia però che è fidanzato da una vita.