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CLAUDIO PEA
MORS TUA VITA PEA

Basket in quarantena: la serie A ricomincia a settembre

18 Marzo 2020

Un due tre. Sono tre giorni ormai che Mamma Rosa non scrive una sola riga di pallacanestro. Con tutta la carne che c’è sul fuoco. Evidentemente Canfora (C10H16O) e Bartezzaghi (Cruciverbo) sono in quarantena e il loro capo, Giorgio Specchia, fanatico ultrà della curva intertriste, si è quasi rotto l’osso del collo buttandosi giù con lo scooter come nel 2001 dal primo anello della Nord di San Siro dopo che la sua Beneamata era riuscita a prenderle persino a porte chiuse dalla Juventus (8 marzo 2020). Ieri, per esempio, i diciassette club di serie A si sono riuniti in conference call, come oggi fa tanto figo dire, e hanno preso una decisione di massima molto importante: non si torna più sul parquet sino a quando il governo-2 del Conte Giuseppi non deciderà di riaprire le porte dei palasport al pubblico pagante. Ovvero in parole povere: se ne riparla a settembre. Giusto così. Campionato congelato: batterà un po’ i denti, ma almeno si conserverà per tutta la primavera e la prossima estate. Senza retrocessioni e senza scudetto. Di nuovo Pesaro e Pistoia l’hanno scampata bella. Ma pure Roma per la verità rischiava grosso. La Virtus di Bologna e di Morticia Addams Baraldi certamente reclamerà lo scudetto come ha anticipato Walterino Fuochi su Repubblica. Buttandola là – dice – per scherzo, ma intanto l’ha scritta e non è che il suo grande amico Ettore Messi(n)a, permaloso (quasi) quanto me, l’abbia presa benissimo. Oppure pensate che Vincenzo Spadafora o Giovanni Malagò s’assumano la responsabilità di spalancare di nuovo le porte alla gente: “Venghino, venghino: la pandemia è finita. Uscite di casa, affollate gli spalti, ricomincia la festa”? Però, mi raccomando, entro il 3 maggio. Altrimenti poi non ci sarà il tempo per prepararci adeguatamente a perdere con la Serbia il torneo preolimpico di Belgrado (23-28 giugno) con una nazionale che almeno per una decina di giorni la vorrete comunque far allenare – si fa per dire – dal povero MaraMeo Sacchetti? Il campionato è fermo dallo stesso giorno di Juventus-Inter 2-0, rete di Ramsey e capolavoro di Dybala. Dopo che la sera prima Paolo Vazzoler, intrepido presidente della De’ Longhi, purtroppo simpatizzante nerazzurro come Artiglio Caja, ha preso il coraggio a due mani e fatto salire dopo cena tutta la truppa di Max Chef Menetti sul pullman per far ritorno nella notte da Pesaro a Treviso. Domani niente partita col Prosciutto Carpegna. Chi l’ha deciso? “Io” e ha informato del fatto Petrucci mentre passava davanti all’autogrill di Rimini Nord. Che poi Giannino si sia preso come al solito tutti i meriti d’aver abbassato per primo la saracinesca sulla irregular season non è proprio vero. Al massimo è arrivato terzo. Anche dopo il SottoMarinoFernando” di Brindisi che si era rifiutato d’affrontare la sera dopo la Reyer in zona rossa. Sin qui vi è tutto chiaro? Bene. Spalanco allora solo un secondo la finestra sulla notte scura e le strade vuote. Per tutto il giorno ho sentito solo le sirene delle ambulanze che andavano e venivano. Del resto abito in via Ospedale e cosa posso pretendere? Gli intertristi gli ho sistemati. Adesso tocca ai salvinisti che sono molto ma molto più pericolosi. Oggi una delegazione della Croce Rossa cinese, composta da nove esperti, è giunta a Padova da Roma, dove ha incontrato il personale dello Spallanzani e dell’Umberto I°, per illustrare ai colleghi italiani la loro esperienza nella gestione dell’epidemia da coronavirus acquisita a Wuhan. Domani invece, prima di raggiungere Pavia, pranzeranno con Luca Zaia, il governatore del Veneto succeduto a Giancarlo Galan, che ha proposto come entrée un sushi di topi vivi e come secondo un arrosto di gatti vicentini rosolati a fuoco lento col Prosecco dei suoi vigneti. Io penso che ne andranno mattif. Mentre al nuovo presidente della Lega del basket, Umberto Gandini, che è di Varese, vorrei chiedere se almeno sa quando l’Openjobmetis ha disputato l’ultima partita di campionato a Masnago. Glielo dico io: il 19 gennaio con Trieste. Esattamente due mesi fa domani. Auguri. Nel frattempo una settimana dopo ha affrontato la Fortitudo al Palazzo e poi basta, stop, chiuso, ma ugualmente il presidente Marco Vittorelli ha pagato lo stipendio a tutti i giocatori e gli allenatori il 10 del mese di febbraio e di marzo. E dovrebbe pagarne altri quattro per tornare a giocare (forse) a maggio e (di sicuro) a porte chiuse senza incassi? Alberto Castelli, presidente del Consorzio varesino, ha recentemente parlato di un “bagno di sangue” e non stento a credergli con tante spese e scarsi introiti. Ma dove vivete e che film state vedendo? Non è Alice nel Paese delle Meraviglie e nemmeno siete su Scherzi a parte. E quindi dovete fare una cosa soltanto se non sapete vedere al di là del vostro naso un mondo di debiti che sta crollando addosso a tredici società su diciassette. Cioè escludendo l’Armani, la Segafredo, la Reyer e il Banco di Sardara. Martedì prossimo, quando vi incontrerete di nuovo in video-conferenza, non perdete allora dell’altro tempo e votate subito la morte di questo campionato di serie A. Perché è già tardi e dovete mandare a casa tutti, se già non lo sono, non dico con una bella pacca sulla spalla, arrivederci (o addio) e grazie, ma venendosi incontro nella transazione dei contratti con il soccorso indispensabile della Fiba che si dovrà rifiutare d’esaminare qualsiasi eventuale ricorso dei tesserati, siano essi giocatori o tecnici, per una buona e giusta causa: questa maledetta pandemia da Covid-19 che sta devastando tutta l’Europa ed ha provocato solamente in Italia più vittime dell’attacco delle Torri Gemelle di New York e il loro crollo. Come hanno già fatto lo Zalgiris di Kaunas e il Maccabi di Tel Aviv che non sono proprio due società allo sbando e neanche squattrinate, ma che nemmeno amano buttare i soldi dalla finestra come ha fatto quest’anno la procace Milano. Fregandovene delle minacce di Giannino che ha molte altre cose a cui pensare e per cui agitarsi. Regalandogli magari un bel paio d’occhiali da vista che intanto io lo chiamo Mr. Magoo (nella foto). Così magari s’arrabbia solo con me e non con il suo vice, Gaetano Laguardia, che ha giustamente parlato di “campionato falsato senza americani”. Perché anche questo diventerebbe un grosso problema qualora una Federazione sconsiderata e una Lega folle decidessero di comune accordo di disputare in appena sei settimane le rimanenti undici giornate di campionato. Più i recuperi e più ovviamente i playoff e le coppe europee . Lo ripeto e lo sottolineo: il tutto a porte chiuse. Che è un lusso che può permettersi il calcio che solo con i diritti televisivi può tirare a campare o la Liga ACB di basket spagnola che dalla Mobistar e dall’Endesa incassa oltre 16 milioni d’euro a stagione. Mentre il nostro campionato non ha neanche uno straccio di sponsor e dalla Rai e Eurosport Player intascherà un paio di milioni e mezzo se gli andrà ancora bene. Ho fatto davvero molto tardi, ma tengo duro. Vi avevo promesso che avrei scritto in quarantena ogni giorno e lo sto facendo da otto. Tre cose ancora e poi mi caccio anch’io a letto. Uno, mi piacerebbe assistere alla contrattazione tra Ettore Messi(n)a e Ettore Messi(n)a, cioè tra il presidente e l’allenatore dell’Armani, per stabilire la riduzione dello stipendio  in caso di chiusura anticipata del campionato. “Ti va bene se ti tolgo un centone?”. “E’ come se lo togliessi a te stesso. E comunque no perché già rinuncio al premio scudetto che avrei vinto di sicuro”. “Dici?”. “Ne son certo”. “Anche se hai mezza squadra che ti rema contro”. “L’altra mezza mi basta e avanza”. “Qua la mano, mi hai convinto: non ti tolgo un euro”. “Bravo. Così per il prossimo anno ti chiedo solo un ritocchino di un altro milione”. Due, è cresciuta a dismisura la mia stima nei confronti di Re Carlo Recalcati che, invitato da Petrucci ad occupare una poltrona a corte nel prossimo consiglio federale in quota Lombardia, sul solco da me tracciato lunedì scorso e in scia all’impavido Frank Vitucci (“Questa stagione va ibernata”) ha dichiarato al Corriere dello sport: “Quest’anno lo scudetto non deve essere assegnato: nessuna promozione, nessuna retrocessione. La stagione va cancellata come se non si fosse giocata. Di fronte allo stato generale e di salute della nazione e dello sport questo è un sacrificio che si può chiedere a tutti”. Senza guardare in faccia nessuno. Tre, si potrebbe invece alla svelta ultimare il campionato di A2 addolcendo il numero delle partite dei playoff e dei playout. Domanda secca: “Ma così la prossima serie A sarebbe a 19 squadre”. Risposta: “Per una volta perché no? Anche se dubito che piacerà a Milano”. Meglio. Così si dedicherà completamente all’EuroLega e farà giocare gli italiani in Italia e gli americani in Europa. Come del resto Messi(n)a sta facendo adesso e nessuno per carità l’ha sottolineato. Strano. Ad eccezione di Riccardo Moraschini. Ma sino a quando?

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SATIRICON
DAL ROMANZO DI PETRONIO ARBITRO

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tratta prevalentemente di pallacanestro e tendenzialmente in forma satirica, ragion per cui negli articoli compaiono espressioni, commenti, giudizi volutamente erronei, irreali, paradossali, sarcastici e farseschi: banalmente ironici.

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