Skip to main content
CLAUDIO PEA
MORS TUA VITA PEA

Le partite dei playoff sono come le ciliegie: una tira l’altra

16 Maggio 2026

Torno a scrivere sul mio blog  dopo un mare di tempo. Vi sono mancato? Neanche un po’. Mi spiace. Anche perché so che non è niente vero. Con una veste nuova. Gentile ed elegante. Che mi garba assai, come direbbero i tanti amici che ho ancora a Siena e che mi vogliono bene. Ed io a loro. Anche se vorrei battezzarmi alla fonte delle Lupa, la qual cosa a molti di loro andrà di traverso, come il mio caro amico tra gli allenatori di palla nel cestino che non vi confesso chi mai sia, ma non penso sia per voi un’impresa scoprirlo se appena un po’ mi conoscete ed escludete Max Chef Menetti che è di Reggio Emilia,  Frank Vitucci da Cannaregio (Madonna dell’orto), Ray-Ban De Raffaele che è ormai giapponese o Mattia Ferrari e Amadeus Della Valle, l’ex Riccolino che con Miro Bilan suggeriscono a Matteo Cotelli le mosse da fare per dare scacco matto a tutte le avversarie di Brescia. Esclusa la Virtus, ma non ancora per molto tempo…

Mi sono svegliato alle 7.28 come ogni mattina e ho aperto il portone di casa a Stefano che mi porta i quattro quotidiani che da anni sono sempre la Repubblica, il Corriere della sera, la Gazzetta dello sport e il Gazzettino di Venezia. Al quale rinuncerei volentieri se solo la mia Tigre poi non s’incaparbisse. Che è il congiuntivo di un verbo che credo di non aver mai usato prima d’oggi nelle mie articolesse. Probabilmente sbagliando. Perché è un verbo molto carino: non credete? Ma poi subito mi sono di nuovo rintanato sotto il piumino sin quando alle 8 e 13 in punto quando è suonata la sveglia sul comò. L’otto e il tredici sono i miei numeri preferiti. Nonostante l’8 di questo mese abbia smarrito il portafoglio con tutti i documenti dentro, oltre a 500 euro circa. Che in verità penso mi abbiano sottratto dalla tasca del giubbetto insieme agli occhiali, però la questura mi ha consigliato di non denunciare il furto ma lo smarrimento per non perdere dell’altro (inutile) tempo. E nonostante mercoledì 13 maggio l’Inter abbia conquistato la Coppa Italia all’Olimpico contro una Lazio che si è puntata una pistola alla tempia e si è sparata.

Una disgrazia dietro l’altra. Dal momento che ora sono senza carta d’identità e di credito, senza patente e senza tessera-stampa, senza carta Venezia e gli abbonamenti alle mie squadre del cuore. Che per fortuna hanno finito i loro campionati con la magnifica promozione in serie A di Giovannino Stroppa e l’incredibile salvezza in A2 della Gemini Mestre. Mentre non saprei cosa fare al prossimo ignorante, una vera prerogativa dei veneti, a parte la passione smodata anche dei veneziani per il prosecco di Zaia e lo spritz di Nordio, che consiglierà alla Juve di riprendersi il Benzinaio Sarri e, assieme a lui, lo specialista in autoreti Marusic e l’incallito Vanesio Nuno Tavares. Come minimo lo prenderei a pedate sul sedere e, se ancora non bastasse, gli legherei mani e piedi ad una sedia inchiodandolo davanti al televisore per seguire su TeleMeloni 2 l’ennesimo speciale Garlasco di Milo Infante che, quando va bene, dura dalle tre alle quattro ore ben oltre la mezzanotte del venerdì sera. Mentre stasera lo obbligherei a vedere la finale della Eurovision Song Contest 2026 dalla Wiener Stadthalle risentendo almeno una dozzina di volte Per sempre sì di Sal Da Vinci che mi giurano abbia vinto il Festival di Sanremo. Mi fido e ci credo ciecamente.

Sono tornato con gioia a scrivere – vi stavo raccontando prima di perdermi per le calli dei miei mille pensieri di cento colori – perché 1. era tempo e ora, come mi ha affettuosamente sgridato ieri l’Orso Eleni, e 2. perché i playoff della nostra palla nel cestino arrivano ogni anno assieme alla mie adorate ciliegie. Alle quali non so assolutamente rinunciare nemmeno se al mercato stamattina costavano “tre etti cinque euro”. Ovvero più di sedici euro al chilo. “Sono però le prime che non vengono dalla Spagna”, mi hanno assicurato. E, di grazia, da dove? “Dalla Puglia”. Bene, me ne dia allora un chilo. E crepi la miseria. Che tanto non esiste nel Bel Paese come assicura la vostra Giorgina. E io voglio crederle. Al punto che mi sono preso pure un quarto d’anguria. “Che arriva dalla Sicilia”. Per la verità zuccherosissima. Meglio delle ciliegie.

Dopo la straziante irregular season a quindici squadre cominciano tra poco più d’un’ora i quarti di finale al meglio delle cinque partite con Milano-Reggio Emilia alle 18.30 (su Sky e Cielo) e Brescia-Trieste alle 20.30 (su LBA-tv se siete tra i rarissimi abbonati). Delle quali vi racconterò tutto domani. Magari anche dando i voti persino agli arbitri come ormai nessun quotidiano più fa. E mi piacerebbe saperne la ragione. Magari temono di perdere le sponsorizzazioni della Federazione imbarazzante di Giannino e della Lega ormai fatiscente dell’Andrea Bargnani di cui non sapevo se fosse vivo o morto sino all’altro giorno. Oggi per la verità avrei voluto almeno fare la rassegna-stampa della presentazione dei playoff ma è molto meglio che lasci perdere e corra a vedermi piuttosto Jannik Sinner sistemare per le feste Daniil Medvedev alla faccia di Stefano Olivari, il direttore dell’Indiscreto, il blog intertriste sul quale scrive anche il nostro Orso bravo e buono, che ha titolato un suo pezzo (non satirico) che ovviamente mi sono ben guardato dall’andare a leggere: “Annoiati da Sinner”. Davvero? E ancora: “Veder giocare Sinner è noioso”. Senza parole. Certo è che peggio dell’Inter ieri prescritto e oggi impunito di Cristian Chivu in Italia ci sia solo il partito neofascista del generale Vannacci che non fa piangere e nemmeno tanto ridere.

Condividi questo articolo:

SATIRICON
DAL ROMANZO DI PETRONIO ARBITRO

www.claudiopea.it
tratta prevalentemente di pallacanestro e tendenzialmente in forma satirica, ragion per cui negli articoli compaiono espressioni, commenti, giudizi volutamente erronei, irreali, paradossali, sarcastici e farseschi: banalmente ironici.

Ultimi articoli

© 2026 CLAUDIO PEA. Tutti i diritti riservati.