
La foto dell’anno è l’amore di Sant’Elena per il Venezia
Potevo non postare questa entusiasmante foto della curva più bella del Penzo che ho scattato sabato pomeriggio a Sant’Elena nel giorno della festa del bocciolo di rosa che ogni veneziano dona il 25 aprile alla sua beneamata che in questa isola da sogno è la squadra del Calcio Venezia? Il nostro unico amore hanno scritto quelli della Nord quando hanno scoperto i loro striscioni a metà del primo tempo quando gli arancio-nero-verdi di Giovanni Stroppa dovevano ancora sbrigare la pratica con l’Empoli di Fabio Caserta, il poveruomo per altro squalificato, che s’era illuso di poterla far franca schierando nove difensori ben compattati davanti al portiere Fulignati e lasciando il solo albanese Shpendi a cercar di sbrigarsela, si fa per dire, in attacco con capitan Svoboda che non gli ha fatto in verità veder la palla manco una volta. Con questo Venezia, che nessuna chiama più Unione se non la Sud dei nostalgici e petulanti giovani ultras mestrini, prima o poi becchi un gol costruito tra le linee dove s’infilano sistematicamente Busio e Doumbia, per non dire di Haps e Hainaut. Basta che Kike Perez in regia sveltisca un po’ la manovra e la rete è fatta. Due giorni fa al 5′ della ripresa con Adorante, che ha anticipato l’esperto Romagnoli sul cioccolatino incartatogli da Franjic, e a 3′ dal 90eseimo in contropiede con l’mvp per me del match, l’onnipresente Issa Doumbia, ventitreenne di Treviglio che tutte le squadre di serie A vorrebbero comprare, ma che il magico diesse, Pippo Antonelli, non venderà – spero – per meno di una trentina di milioni di euro.
E’ questo l’ultimo articolo, che preferisco chiamare “pezzo” quando è abbastanza breve come quello d’oggi, che scriverò sul mio vecchio blog che il 25 aprile ha giusto compiuto 12 anni. Dodici anni di satira mai scomposta e cattiva, ma libera e bella come lo slogan degli shampoo e delle lacche di cui non ho mai fatto peraltro uso come i sottopancia della Meloni o i paraculi di Cairo. E di preziose notizie, soprattutto di pallacanestro, come l’arrivo in laguna proprio nel 2014 di Carletto Recalcati che aveva mandato in avanscoperta Walter De Raffaele, che subito soprannominai Ray-Ban per via degli occhiali che non abbandona mai. Altrimenti la luce gli fa venire un terribile mal di crapa. Con RayBan la Reyer ha vinto due scudetti e una Coppa Italia, come non le succederà mai più nella vita almeno finché Napoleone Brugnaro, che tra meno di un mese non sarà più sindaco, non si convinca che Federico Casarin dopo venti gloriose stagioni ha ormai fatto il suo tempo e lo lascerà finalmente andar dietro al caro figliolo anche in capo al mondo. E non lo dico tanto per dire, ma perché mi hanno sussurrato ad un orecchio che Federico andrà a giocare in un college degli Stati Uniti d’America dove gli riempiranno le tasche di dollari come a Seraphin Kadjividi, il ventenne centro italo-camerunense del Basket Mestre che per ora ha di speciale solo che è giovane, alto e magro. E salta come un grillo. Ma che comunque prenderà 200.000 euro per i primi otto mesi di permanenza nella Ncaa come neanche Bruno Mascolo ha mai guadagnato in carriera. Nemmeno alla Segafredo Bologna o alla Nutribullet Treviso dove ha giocato prima di passare quest’anno a Scafati e guidare la squadra di Frank Vitucci all’incredibile quanto fantastico ritorno in A1.
Non ci piove che Mascolo sia almeno due volte più forte di Casarin Jr e quindi meriterebbe che Luca Banchi gli desse più d’un’occhiata pensando alla sua nazionale che ha perso pochi mesi fa in casa con l’Islanda: per favore non dimentichiamocelo. Altrimenti l’Italia del basket rischia di fare la stessa immonda fine di quella di Ringhio Gattuso. Magari anche no. Così come a mio modesto (?) parere Vitucci è, facendo un dovuto strappo alla regola, l’allenatore dell’anno 2026 d’entrambe le serie maggiori dopo che Massimo Zanetti ha avuto la pessima idea di cacciare Dusko Ivanovic, il numero uno, una buona spanna sopra a tutti, invece del disadattato Carsen Edwards. Partendo dalla convinzione che i tecnici dell’A2 siano ora come ora nettamente più bravi di quelli, nuovi o vecchi, della serie A. Per esempio Artiglio Caja o Pilla Pillastrini. Per non voler parlare del mio Mattia Ferrari. Al quale l’ingrato Simone Aromando, capitano della Gemini, ha girato le spalle per andare a far flanella a Pesaro.
In verità, in verità vi dico, come direbbe l’umile servo vostro, Ciccioblack Tranquillo, che ieri, oltre al tennis con Sinner e Musetti promossi agli ottavi di Madrid e all’avvincente Rimini-Scafati 76-80 con i napoletani del discusso Nello Longobardi promossi in A, mi ero seduto a vedere in tivù dopo cena Milan-Juventus più noiosa di Milly Carlucci, che sembra fatta di cera, e più insopportabile di Bruno Vespa che, se guardate bene, lo trovate anche sotto al letto che vi racconta le favole di Luigi Garlando sulla Gazzetta. Insomma dopo mezzora di nulla di nulla assoluto da San Siro ho preso sonno e, quando mi sono risvegliato, l’orrenda partita era già finita da un pezzo. Così che mi sono subito brancolando cacciato a letto e difatti ancora adesso non so mica come sia finita la squallida sfida. Poco male. Per me quest’anno il calcio è stato quello proposto da Giovannino Stroppa con il Venezia a Sant’Elena dove ha vinto sedici volte su diciotto. Quanto basta e avanza. Né mi ha mai divertito più di tanto il nostro campionato di basket e men che meno l’interminabile EuroLega o la Nba che ora vogliono proporre persino nel Bel Paese. Per carità di Dio. Difatti della terzultima giornata di serie A non conosco nemmeno un risultato, né men che meno ho voglia di seguire gli highlights del finto duello tra Reyer e Armani.
La cosa più importante che però dovete adesso ben mettervi nella zucca è che la mia avventura sul blog non finisce qui. Anzi. Riprenderà molto presto, non escludo il primo di maggio o ai primi del mese prossimo venturo. Sempre su questo blog. Ho solo un po’ rinfrescato dopo una dozzina d’anni www.claudiopea.it, alias Mors tua vita Pea. E quindi arrivederci a presto. Non più cattivo che mai. Ma più critico senz’altro. E più partigiano di sempre. Con una grossa novità solo per i miei aficionados che non dovrete assolutamente perdere.